domenica 2 giugno 2013

Uno e molti

"L’essere umano è diviso in una molteplicità di piccoli Io.
Ognuno di questi piccoli io è in grado di darsi il nome dell’Intero, di agire in nome dell’Intero, di essere d’accordo o in disaccordo, di fare promesse, di prendere decisioni di cui dovranno rispondere un altro io o l’Intero.
Questo spiega perché così spesso le persone prendono decisioni, e così raramente le portano a termine.
Un uomo decide di alzarsi presto a partire dal mattino dopo. Un io, o un gruppo di io, prende questa decisione. Ma alzarsi al mattino è il lavoro di un altro io che è in completo disaccordo con la decisione o, addirittura, può non saperne nulla. Naturalmente, il mattino dopo l’uomo continuerà a dormire fino a tardi, e alla sera prenderà di nuovo la decisione di alzarsi presto. In alcuni casi questo può portare a delle conseguenze molto spiacevoli. Un piccolo, accidentale io può promettere qualcosa, non a se stesso ma a qualcun altro, semplicemente per vanità, o per divertirsi. Poi questo io sparisce ma l’uomo, nella sua intera combinazione di io che sono innocenti rispetto a questa promessa, può dover pagare per tutta la vita.
È la tragedia dell’essere umano che ogni piccolo io abbia il diritto di firmare assegni e cambiali e che l’uomo, l’intero, debba pagarle.
La vita delle persone spesso consiste in nient’altro che pagare le cambiali firmate da piccoli io accidentali.”

Georges Ivanovič Gurdjieff

martedì 28 maggio 2013

Il cucciolo che non sapeva dire di no




                                                                                                 Un giorno tu m'hai detto ch'ero grande,
                                                                                                      E dunque, ch'io sia grande, se ti va,
                                                                                                           O piccola, oppur d'altra statura -
                                                                                                            Anzi, già sono come piace a te.
                                                                                                                                E. DICKINSON, Poesie




Mi è capitato spesso che i genitori, durante le sedute di mediazione, alla domanda "Ma come sta reagendo il vostro bambino alla separazione?" mi rispondessero: "Oh, lui è tranquillo, è bravo come sempre, non ci ha mai dato pensieri!". Questa risposta mi fa venire in mente la favola del Cucciolo che non sapeva dire di no, e per questo vorrei proporvela.



Nel Bosco delle Sette Querce c'era tutto ciò che in un bosco che si rispetti ci deve essere, perciò c'era anche un fiume che, come si sa, è una delle cose più importanti della terra, e poiché aveva la fortuna di arrivare fino al mare, era molto rispettato perché faceva una cosa che nessun altro faceva. Inoltre era molto più vecchio di ognuno degli abitanti del Bosco, e di tutti loro messi insieme, cosicché era anche molto saggio e sapeva tante cose, anche quelle che agli altri sfuggivano.
Fu così che si accorse che c'era nel bosco un cucciolo che veniva sempre a guardarlo con malinconia verso il tramonto. Poi arrivavano anche i suoi genitori e i suoi fratelli e lui andava via con loro.

venerdì 24 maggio 2013

Il tesoro nascosto


C'era una volta, nella città di Cracovia, un vecchietto pio e altruista che si chiamava Izy. Per diverse notti di seguito, Izy sognò di andare a Praga e di arrivare fino ad un ponte sopra un fiume. Sognò che sulla riva del fiume, sotto al ponte, c'era un grande albero frondoso. E sognò di scavare una buca accanto all'albero e di trovare un tesoro che gli avrebbe portato il benessere e la tranquillità per tutta la vita.
All'inizio Izy non vi diede importanza, ma quando il sognò continuò a ripetersi per settimane e settimane, lo interpretò come un messaggio e decise che non poteva non ascoltare quell'informazione che gli giungeva da Dio, o da chissà dove, mentre dormiva.

giovedì 23 maggio 2013

Conosci te stesso



“In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei”

Iscrizione sul tempio dell’Oracolo di Delfi









È estremamente difficile proporre una definizione di “Coscienza”, poiché si tratta di un fenomeno che non può avere un riscontro empirico nel senso tradizionalmente inteso dalla moderna scienza. Per descrivere la coscienza non possiamo quindi utilizzare i normali criteri di osservazione del mondo, ma dobbiamo necessariamente riferirci al vissuto diretto che ciascuno di noi ha con tale esperienza. Se infatti, per assurdo, dovessimo spiegare cosa si intenda per “coscienza” ad un essere privo di tale facoltà, ci troveremmo ad essere del tutto incapaci di trasmetterne il senso.

mercoledì 22 maggio 2013

C'è stato un ieri, ci sarà un domani



“C’è stato un ieri, ci sarà un domani” ha scritto Kabil Gibran.  


Il Centro Entelechia di Counseling e Mediazione Familiare vuole promuovere una diversa cultura della separazione e del divorzio, nella speranza di riuscire a rendere tali eventi traumatici un punto di partenza verso la creazione di un nuovo equilibrio familiare. 

Lo scopo del servizio è fornire alla coppia in crisi o tormentata del conflitto uno spazio ed un tempo per mettere parola sulla propria esperienza e decidere consapevolmente quale direzione intraprendere. 

Infatti non tutte le coppie che si rivolgono al Centro hanno già deciso di separasi: molto spesso si tratta di persone in crisi, dubbiose, che non sanno se continuare ad investire nel rapporto o lasciarsi. In queste situazioni il percorso prevede degli incontri definiti di “pre-mediazione”, volti ad aiutare i coniugi a chiarire quali siano le reciproche posizioni trovando un nuovo canale di dialogo. 
A questo punto alcune coppie decidono di procedere verso la separazione, per cui inizia il “vero” percorso di mediazione familiare, durante il quale il professionista accompagna la coppia nell’elaborazione di un accordo di separazione stabile e mutuamente accettato. In altri casi, invece, dopo la fase di pre-mediazione le coppie decidono di rimanere insieme ed il percorso finisce.

Durante gli incontri di mediazione familiare vengono trattati tutti gli argomenti che i partner scelgono di discutere: dalle problematiche inerenti la relazione di coppia sino al rapporto con i figli, dalle strategie educative agli aspetti più propriamente economici relativi alla separazione.

Comunque sia, obiettivo primario della mediazione rimane quello di garantire l’esercizio condiviso della genitorialità in modo responsabile e consapevole, nonostante la trasformazione che ha coinvolto la famiglia. Perché “C’è stato un ieri, ci sarà un domani”.




martedì 21 maggio 2013

La vita è troppo bella per essere insignificante!

"Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.

lunedì 20 maggio 2013

Entelechia: vivi e diventa ciò che sei



Rogers ha scritto: “Quel che sono è sufficiente, se solo riesco ad esserlo.”


La scelta di chiamare “Entelechia” il Centro di Counseling e Mediazione Familiare presso il quale svolgo la mia professione è strettamente connessa a questa frase, e spero di riuscire in poche parole a spiegarne il senso. 

Entelechia è un termine greco, utilizzato per la prima volta da Aristotele per indicare il fatto che l’intero Universo è in uno stato di eterno cambiamento ed evoluzione, ma qualcosa resta sempre costante, questa “entelechia” appunto, ovvero la tendenza che ha ogni realtà a evolversi in vista del fine che ha iscritto in è stessa (dal greco “ev”, cioè “in, dentro” e “telos”, ovvero “obiettivo”, per cui possiamo tradurre entelechia con “il fine interno”). Entelechia vuol rappresentare allora il più alto potenziale che ciascuno di noi porta in sé, una sorta di finalità interiore inscritta in ogni essere vivente e che costituisce la meta finale verso la quale tende la nostra evoluzione. 


Per chiarire questo concetto possiamo portare l’esempio di un albero. Il suo ciclo vitale inizia come semplice seme, e solo dopo un lungo percorso di sviluppo potrà raggiungere il suo stadio finale. Ma la sua essenza è sempre la stessa: inevitabilmente quel seme sarà portato a crescere e diventare un albero. Leggendo la realtà secondo questo codice possiamo dire allora che qualunque cosa succeda, questo segua sempre il preciso obiettivo di portarci ad essere più profondamente ciò cui siamo destinati diventare.